C’è un tram che attraversa il tempo, partendo dal cuore di Roma nel 1943 per arrivare direttamente tra i banchi delle nostre classi. Attraverso la lettura dell’albo illustrato "Il bambino del tram", abbiamo conosciuto la storia di Emanuele Di Porto: un bambino che, grazie al coraggio della madre e alla solidarietà silenziosa di passeggeri e tranvieri, è riuscito a scampare alla tempesta della guerra restando nascosto su un vagone per tre giorni.
Ci siamo chiesti: "Cosa avremmo provato noi su quel sedile di legno? E cosa vedevano gli occhi di Emanuele mentre la città scorreva fuori dal finestrino?"
Per la struttura del tram abbiamo scelto il collage di giornali, un materiale che richiama la realtà dei fatti storici e il grigiore di quei giorni difficili. Ma su quel grigio abbiamo aperto dei finestrini azzurro cielo, simboli di speranza e di futuro.
Abbiamo voluto lasciare un messaggio a Emanuele, immaginando di sederci accanto a lui per rassicurarlo. Ogni frase inizia con un’apertura verso il domani: "Se guardo fuori vedo...".
È il nostro modo per dire che la Memoria non è solo un ricordo del passato, ma un impegno a guardare fuori con occhi nuovi.
.jpeg)
Commenti
Posta un commento