Alla scoperta dell’arte astratta: gli alunni al MACTE
Tutto è iniziato con una semplice domanda: “Che cos’è un quadro astratto?”
«Un quadro che non si può descrivere», è stata una delle risposte degli alunni.
Da questa curiosità è nata la visita al MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, dove gli studenti del plesso hanno partecipato al laboratorio “Il linguaggio dei segni – Geometrie sonore”, ispirato all’artista Pino Pinelli.
Durante l’esperienza, gli esperti del museo hanno invitato i bambini a osservare e riflettere:
Cosa vedono?
Quali materiali sono stati usati per realizzare l’opera?
Come comunica un artista attraverso la sperimentazione dei materiali e delle forme?
Gli alunni, con grande curiosità, hanno esplorato tele e tessuti, scoprendo che non esistono solo quadri, ma opere d’arte costruite in modi diversi e con linguaggi personali.
L’osservazione è stata il primo passo: capire come le opere siano state realizzate, quali giochi di luce e ombra emergano, e come questi contribuiscano al significato dell’opera.
Uno dei momenti più affascinanti è stato quando gli studenti hanno notato che i giochi di ombre non erano parte del dipinto, ma frutto della luce reale che trasformava continuamente l’opera.
Hanno così scoperto l’arte di Pino Pinelli, maestro della “pittura oggetto”, capace di spingere la pittura all’estrema sintesi e di fondere scultura e colore.
La sua “Pittura G.R.” è un’opera-installazione che prende forza dal muro stesso, fatta di ombra, colore, superficie e composizione.
Osservandola, i bambini hanno proposto ipotesi fantasiose: “sono aerei!”, “bacchette magiche!”, “il gioco del tris!”, “uno stormo di uccelli!”.
Un modo spontaneo di interpretare l’arte — personale, sensoriale, libero.
Gli esperti hanno spiegato che, per Pinelli, ogni opera è come uno spartito musicale: variando la disposizione degli elementi cambia “il suono” visivo che l’opera emana. Non a caso, l’artista era un grande appassionato di musica.
Ispirati da questa scoperta, i bambini hanno partecipato a un laboratorio interdisciplinare intitolato “Come Pino Pinelli”.
Nella prima parte, ascoltando Il lago dei cigni di Tchaikovsky, hanno tradotto “il suono in segno” su fogli bianchi, esprimendo graficamente ciò che la musica suggeriva loro.
Successivamente, divisi in gruppi, ascoltano La Primavera di Vivaldi, hanno creato un vero e proprio spartito visivo, unendo segni, simboli e colori su grandi fogli collettivi.
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Il video delle classi IV
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