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Il giardino della memoria , 27 gennaio , plesso Portocannone


Il Giardino della Memoria


Il 27 gennaio, gli alunni della classe quinta hanno voluto dedicare un momento di riflessione insieme ai compagni delle classi quarte, in occasione della Giornata della Memoria. Seguendo la metodologia della classe capovolta, sono stati proprio gli alunni i veri protagonisti dell’incontro: educatori e mediatori di un percorso costruito passo dopo passo.



                                                               

    Gli alunni si sono ritrovati nel corridoio della scuola, dove ad attenderli c’erano soltanto due banchetti verdi, a simboleggiare un prato. Da lì ha preso avvio il momento di riflessione: i bambini hanno spiegato il motivo per cui, proprio in quella giornata, erano riuniti. La domanda che ha dato inizio al dialogo è stata: “Che cos’è la Shoah?”

 


Alzando la mano, gli alunni hanno condiviso le loro conoscenze, dando vita a un confronto partecipato e rispettoso. Successivamente, ciascun bambino ha contribuito alla costruzione simbolica del Giardino della Memoria, attraverso l’utilizzo di elementi significativi, accompagnati da spiegazioni e domande che hanno stimolato ulteriori riflessioni.

Il cartellone, i papaveri, la valigia, la Stella di David, la stella intesa come luce, i sassolini e i fiocchi gialli sono diventati simboli attraverso cui immaginare bambini come loro e comprendere la sofferenza vissuta, la lontananza dagli affetti e la difficoltà di dover lasciare tutto improvvisamente.

I papaveri richiamano il colore del sangue e rappresentano il ricordo eterno delle vittime. Pensando ad Anna Frank, che scrisse di nascosto il suo diario, gli alunni hanno riflettuto su come la sua libertà sia stata calpestata perché vittima della Shoah.
Le stelle, intese come luce, simboleggiano la speranza e la dignità dell’essere umano e non un marchio per definire qualcuno diverso.
La valigia rappresenta il viaggio senza ritorno, una partenza forzata, improvvisa, non certo un viaggio programmato.
La stella gialla degli ebrei, cucita sugli abiti, era un segno di esclusione e discriminazione, mentre i fiocchi gialli sono stati scelti come simbolo dei bambini che furono ingiustamente uccisi.

L’insegnante ha poi guidato una riflessione da approfondire in classe, riprendendo alcune parole chiave emerse durante il percorso: memoria, lontananza, libertà, dolore, discriminazione, ingiustizia, ebreo, nazista, sottolineando l’importanza di ricordare il passato per non ripetere gli stessi errori.

Non sono mancate attività svolte singolarmente nelle classi, perché ricordare la storia è fondamentale per costruire cittadini consapevoli e responsabili.

"Lasciamoci ogni giorno guidare 

da un cuore che sa amare, 

desideroso di ricordare,

 perché ciò che è accaduto non deve mai più ripetersi"

 
Il Giardino della Memoria, realizzato dagli alunni, è diventato così uno spazio di riflessione, rispetto e consapevolezza, dove il ricordo del passato si trasforma in impegno per un futuro più giusto.


                                                  ⬇⬇⬇ Guarda il video ⬇⬇⬇⬇



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